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"Dark Shadows" di Tim Burton

12 maggio 2012 Recensioni 4 Commenti
Dark Shadows

Warner, 11 Maggio 2011 – Pavido

Figlio di una famiglia inglese trasferitasi in Maine e arricchitasi grazie alla pesca, Barnabas Collins rifiuta le avance di una giovane strega. Per punirlo, la donna gli uccide la fidanzata, lo trasforma in vampiro e lo fa seppellire vivo. Barnabas uscirà dalla tomba solo 200 anni dopo…


Johnny Depp in una scena di Dark ShadowsNon manca neanche Tim Burton, nell’affollata lista di sfruttatori dell’ormai strabordante moda vampiresca. Ma in realtà questo Dark Shadows è un progetto che Burton ha cullato a lungo, e non è difficile capire perché. Creata nel 1966 da Dan Curtis per la ABC, la Dark Shadows originale era una vera e propria soap-opera che solo dopo oltre 200 episodi, nel corso della terza stagione, virò realmente verso il paranormale e l‘horror gotico, riscuotendo un successo enorme. E se pensiamo a film come Beetlejuice o Edward mani di forbice, è evidente come la commistione tra soap e fantastico interessi da sempre il regista californiano. Era quindi logico che quando Johnny Depp si è legato al progetto, nel luglio 2007, Tim Burton divenisse interlocutore privilegiato per il posto da regista.

Eva Green in Dark ShadowsScritto dal romanziere Seth Grahame-Smith (Orgoglio e pregiudizio e zombie) a partire da una sceneggiatura di John August, Dark Shadows parte con un prologo eccessivamente verboso che non riesce a fare da introduzione né allo stile narrativo della pellicola né a quello prettamente visivo. Se infatti le prime scene sono abbastanza classiche, in seguito ci vengono fatti ascoltare soprattutto dialoghi tipici da sceneggiato televisivo in scene ostentatamente burtoniane. E’ questo, probabilmente, il peccato più grave del regista: non tanto essere stato fedele a se stesso, quanto essersi sforzato di dare al pubblico ciò che il pubblico si aspettava da lui. E niente di più.

Bella Heathcote in Dark ShadowsSostenuto da un cast convincente e da un bel repertorio di canzoni d’epoca ma affossato dalle pochissime buone idee di sceneggiatura (la bambola umana e il sangue dai quadri), Dark Shadows è uno dei tanti film degli ultimi anni che non riesce a dire nulla di realmente interessante e del quale non si sarebbe certo sentita la mancanza. D’altra parte, se ogni tentativo di revival della serie Tv nel corso degli anni è fallito miseramente ci deve pur essere un motivo, e il più ovvio è che la nera ombra di Barnabas Collins aveva un senso solo in quel certo momento e in quella determinata situazione. E nemmeno i registi di talento, con o senza la giusta convinzione, possono cambiare le cose.


La locandina di Dark ShadowsTitolo: Dark Shadow (Id.)
Regia: Tim Burton
Sceneggiatura: Seth Grahame-Smith
Fotografia: Bruno Delbonnel
Interpreti: Johnny Depp, Michelle Pfeiffer, Helena Bonham Carter, Johnny Lee Miller, Chloë Moretz, Jackie Earle Haley, Bella Heathcote, Eva Green, Gulliver McGrath, Ray Shirley, Ivan Key, Susanna Cappellaro, Christopher Lee, Alice Cooper
Nazionalità: USA, 2012
Durata: 2h. 20′


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Attualmente ci sono 4 commenti a questo articolo:

  1. Edoardo scrive:

    Non so Alberto, a me non è parso affatto male. Tecnicamente ottimo, con una sceneggiatura sicuramente un po’ debole, ma comunque un film godibile. L’avrei segnalato con il semaforo giallo!

  2. Alberto Cassani scrive:

    Tecnicamente non si discute, per carità. La sceneggiatura però ha poche buone idee (una delle quali sono i dialoghi da telenovela, cosa che però non esce più di tanto), poca efficacia e pochissima coesione. Riesce a farsi odiare già dal (logorroico) prologo. Rispetto alle ultime uscite di Burton è un po’ meglio, ma l’ho trovato pochissima cosa.

  3. Marco scrive:

    Concordo con la recensione, anche se a me il prologo mi è parso buono e burtoniano al 100%, forse la miglior cosa.
    Il resto si lascia vedere ma anche un pò a desiderare, ma se non ci si aspetta chissà che, penso possa distrarre tranquillamente.
    Il finale mi è piaciuto, purtroppo troppo condito da effetti CGI.

  4. Alberto Cassani scrive:

    Il finale è la cosa più timburtoniana di tutto il film, il problema è che la CG è troppo finta, più che troppo presente.

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