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"Southpaw" di Antoine Fuqua

1 settembre 2015 Recensioni 0 Commenti
Southpaw

01 Distribution, 2 Settembre 2015 – Emozionante

Billy “the Great” Hope è un campione dei pesi mediomassimi con un passato da orfanello. Deve la sua fortuna al sostegno e all’amore della moglie Maureen, ma quando quest’ultima viene accidentalmente uccisa Billy, sopraffatto dalla disperazione, perde tutto, anche la custodia della figlia Leila…


Jake Gyllenhaal in SouthpawSouthpaw è un film sulla boxe che parte dall’intento di attingere al modus linguistico del giornalismo sportivo per raccontare l’immagine pubblica del pugile, mentre sceglie una dialettica fotografica più intima, focalizzata su primissimi piani e luci basse per indagare l’uomo lontano dai riflettori. Non è la prima volta che un regista sceglie questo tema, sicuramente il paragone più inflazionato è quello con Rocky, ma un attore interessante e poliedrico come Jake Gyllenhaal non poteva non rispondere al richiamo di una sfida fisica e mentale così importante. Con sette chili di muscoli in più e dieci mesi di duro allenamento, il suo Billy Hope lascia il segno sin dai primi fotogrammi. Agguerrito e folle sul ring, tra le mura domestiche è un marito docile e un padre amorevole, abituato dalla vita a “parare i colpi con la faccia” non riesce a vincere contro l’unica debolezza che un passato difficile gli ha lasciato e che lo rende instabile e rabbioso ai primi segnali di pericolo.

Rachel McAdams in una scena di SouthpawAntoine Fuqua sceglie ancora una volta un personaggio abituato a combattere – prima per necessità, poi per poter riscattare finalmente una vita tranquilla – ma l’improvvisa morte dell’adorata compagna Maureen arriva a sovvertire del tutto i piani di Billy che, passando da un rapido climax di autodistruzione, torna a misurarsi con la povertà da cui era riuscito a scappare. Da qui l’inquadramento temporale del dramma viene continuamente destabilizzato dalle scelte registiche, poiché l’indugiare sui dettagli del volto tormentato del protagonista fa perdere più volte la percezione dell’insieme. Il rivale Escobar, l’allenatore Tick e persino la figlia Leila sembrano personaggi sfocati ai margini della storia. Accanto a Billy, l’unica figura prepotentemente forte resta quella di Maureen. Rachel McAdams ci regala un’interpretazione straordinaria nella scena dell’addio e cresce come presenza affascinante e intensa dal momento in cui lascia vuota la sedia a bordoring.

Jake Gyllenhaal e Forest Whitaker in SouthpawLa seconda parte di Southpaw (il termine inglese per indicare i pugili mancini) perde molta della forza propulsiva dei primi minuti, quasi che Kurt Sutter (già sceneggiatore della serie Tv Sons ff Anarchy) e Fuqua abbiano sentito l’esigenza di giungere frettolosamente all’epilogo, cedendo a spiegazioni rapide e improvvise svolte sentimentali. Tuttavia, è lo sguardo della macchina da presa – sempre all’altezza del protagonista, mentre lo affronta di petto nei momenti di lotta – a riuscire a controbilanciare il tutto e a tenere alto lo stato emotivo del film, riscattandone definitivamente la riuscita finale.


La locandina di SouthpawTitolo: Southpaw – L’ultima sfida (Southpaw)
Regia: Antoine Fuqua
Sceneggiatura: Kurt Sutter
Fotografia: Mauro Fiore
Interpreti: Jake Gyllenhaal, Rachel McAdams, Forest Whitaker, Oona Laurence, 50 Cent, Skylan Brooks, Naomie Harris, Victor Ortiz, Beau Knapp, Miguel Gomez, Dominic Colón, Jose Caraballo, Malcolm M. Mays, Aaron Quattrocchi, Lana Young
Nazionalità: USA, 2015
Durata: 2h. 04′


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