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"Rocky" di John G. Avildsen

30 luglio 2004 Recensioni 20 Commenti
Rocky

25 Marzo 1977 – Emblematico

Pugile di basso profilo, Rocky Balboa si mantiene facendo l’esattore per un piccolo malavitoso. Ma quando il Campione del Mondo sceglie lui come avversario nell’incontro che celebrerà i 200 anni degli Stati Uniti d’America, per Rocky arriva quell’occasione in cui ormai non credeva più…


Sylvester Stallone in RockyQuando si rivolge il pensiero all’inconfondibile marchio di Rocky, è importante – o meglio – vitale enucleare il prototipo, il primo episodio della serie, da quella schiera di seguiti palesatisi nell’arco dei venticinque anni successivi all’uscita della prima – splendida – pellicola diretta da John G. Avildsen. Una tale e così netta separazione è necessaria affinché l’alone farsesco e un po’ pacchiano che avvolge in larga parte gli ultimi capitoli di questa celebre epopea non arrivi a posarsi di riflesso sul più nobile capostipite, fondendo in un tutt’uno i singoli valori filmici in gioco e offuscando di conseguenza, soprattutto agli occhi del pubblico, quelle qualità artistiche che invero non fanno certamente difetto a Rocky. L’originale.

Sylvester Stallone e Burgess Meredith in RockyLa pellicola che narra dell’ascesa di Rocky Balboa e della sua grande chance di riscatto da una vita che lo ha sempre visto galleggiare stancamente ai margini di essa, è davvero un mondo filmico a sé stante rispetto a quelle che ne dipingeranno grossolanamente il prosieguo della carriera. Trattasi qui, in primo luogo, di una sceneggiatura di tutt’altra caratura, ma è il film nella sua interezza, in ogni sua singola sezione, in ogni suo singolo comparto realizzativo, a risultare assolutamente rimarchevole.
Una scena di RockyIl patrimonio filmico di Rocky, primariamente rappresentato da un’ottima definizione dei personaggi, così ben relazionati fra loro all’interno di numerose scene altamente significative, con il procedere della saga è andato dissipandosi per far spazio alle improbabili risse contro Clubber Lang e Ivan Drago, buone per infervorare gli animi del pubblico adolescenziale ma infinitamente distanti dal buon gusto cinematografico, tutt’altro mondo rispetto a quell’atmosfera fitta e “terrena” propria della prima sfida fra lo “Stallone Italiano” e Apollo Creed, e di tutto ciò che conduce ad essa.

Sylvester Stallone in una scena di RockyCome accennato poc’anzi, sono numerose le scene da incorniciare, ed il novero cui facciamo riferimento si spinge ben oltre l’ormai leggendaria corsa di Stallone sino alla cima della scalinata posta dinanzi al Philadelphia Museum of Art. La migliore del lotto è forse quella che vede Mickey recarsi all’appartamento di Rocky per offrirsi a lui come manager in previsione dell’imminente sfida contro il Campione del mondo dei pesi massimi. L’intera conversazione che ha luogo all’interno di quello spazio angusto e sudicio è semplicemente straordinaria, perché straordinaria è l’atmosfera che lì si viene a creare, così pregna di significato e di carica emotiva.
Grandissimi, in questo esatto frangente, Sylvester Stallone e Burgess Meredith, comunque superlativi nell’arco di tutto il film. Alle eccellenti interpretazioni appena menzionate vanno altresì sommate quelle offerte da Burt Young nel ruolo di Paulie e da Talia Shire in quello di Adriana, di nuovo due personaggi che al pari di tutti quelli che frequentano il ‘mondo’ del protagonista possono definirsi come degli sconfitti, degli incompiuti che stringendosi attorno a Rocky risorgono ognuno a proprio modo. In sostanza, un cast in stato di grazia per un film che nello specifico ha potuto avvalersi del più alto livello di qualità che i suddetti attori – così come lo stesso regista – abbiano saputo offrire nel corso delle rispettive carriere.
Sylvester Stallone in un momento di RockyAvildsen, dopo l’Oscar vinto per questa pellicola non sfiorerà mai più, nemmeno lontanamente, i livelli ivi raggiunti; basti dire che è sua anche la regia dell’indegno Rocky V. Allo stesso modo, Stallone si dimostrerà attore molto più limitato di quanto questa sua performance degna di nomination all’Oscar avesse lasciato presagire. In verità, le nomination conferite al futuro Rambo dall’Academy Awards furono due: vi fu anche quella per la sceneggiatura originale, per portare a produzione la quale l’attore si prodigò instancabilmente affinché un producer si convincesse a prenderla in considerazione.

Questo è dunque il film di Sylvester Stallone. Esso appartiene a lui, vera forza motrice del tutto, più che a chiunque altro. E si tratta di un gran film, in assoluto, qualunque sia l’ottica dalla quale lo si osserva. La gloria perpetua che riveste quest’opera è il giusto riconoscimento per uno dei migliori prodotti cinematografici degli anni Settanta, decennio d’oro per il cinema americano.


La locandina di RockyTitolo: Rocky (Id.)
Regia: John G. Avildsen
Sceneggiatura: Sylvester Stallone
Fotografia: James Crabe
Interpreti: Sylvester Stallone, Carl Weathers, Talia Shire, Burgess Meredith, Burt Young, Thayer Davis, Jimmy Gambina, Joe Spinell, Bill Baldwin, Al Silvani, George Memmoli, Jodi Letizia, Diana Lewis, George O’Hanlon, Frank Stallone
Nazionalità: USA, 1976
Durata: 1h. 59′


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Attualmente ci sono 20 commenti a questo articolo:

  1. bellissimo
    oscar meritati
    ma mi chiedo ma come mai il regista di questo film dopo questo film è sparito senza piu dirigere grandi film?
    vi pongo una domanda invece
    sui film sul pugilato vi ha donato piu emozioni toro scatenato o rocky?

  2. Fabrizio scrive:

    Beh, Avildsen ha continuato a lavorare, ma di film validi ne ha fatti davvero pochi.
    Diciamo che quando ha avuto a disposizione buone sceneggiature, se l’è sempre cavata bene. Negli altri casi è naufragato.
    Diversi anni dopo “Rocky” girò “Karate Kid”, che è un buon prodotto, sicuramente un film riuscito, e che appunto si basava su una sceneggiatura valida che lui seppe gestire a dovere. Diresse anche i due seguiti, però. Che non furono la stessa cosa. Un pò come accadde con “Rocky V”.

    La carriera di Avildsen è costellata da pochi film di spessore e tanti insuccessi, ma bisogna dire che con “Rocky” – che è un piccolo miracolo cinematografico – ha svolto davvero un ottimo lavoro. E non era facile.

    Piccola nota finale: mettete a paragone gli ultimi momenti di “Rocky” con gli ultimi di “Karate Kid”. Avildsen li struttura nello stesso modo e ripropone la stessa formula, tant’è che oltra alla situazione e alle battute di per sè già simili, in “Karate Kid” nel picco “emozionale” massimo abbiamo di nuovo il fermofotogramma in dissolvenza (stavolta sul volto del maestro Myiagi) e ancora le musiche di Bill Conti a ricreare l’effetto-Rocky. Un effetto che, bisogna dire, è di nuovo efficace.

  3. Alberto Cassani scrive:

    Giusto, Fabrizio. Comunque come Million Dollar Baby non ce n’è…

  4. Fabrizio scrive:

    Per quanto apprezzi “Million Dollar Baby” e nonostante nessun regista, ormai, mi sappia emozionare quanto Eastwood, ritengo che “Rocky” non sia affatto inferiore quanto a pregnanza emotiva, genuinità e qualità complessiva. Sarà anche che con quel film ci sono cresciuto, ma continuo a trovarlo letteralmente perfetto in ogni cosa. Difatti mi sorprende che la sceneggiatura sia di Stallone.

    Del resto, in “Million Dollar Baby” infastidisce (relativamente) la caratterizazione posticcia della famiglia di Maggie e la non totale credibilità del finale. Certo, si tratta di cosucce considerando la suprema bellezza di tutto il resto.

  5. Marco scrive:

    Non è giusto dire che la sceneggiatura è di Stallone con quel tono sarcastico. Dobbiamo ricordare che Stallone ha firmato Staying Alive e c’è il suo zampino nei tre film di Rambo e nei successivi Rocky in quanto sceneggiatore.
    Io lo trovo un buon attore e un buon sceneggiatore.
    Con l’età può essere che abbia perso un pò lo smalto, come l’ultimo Rambo ma io lo ricorderò come il miglior Cliffhanger della storia del cinema.
    Poi con The Expendables sempra aver compiuto una grande vittoria, dovremo vedere.

  6. Fabrizio scrive:

    Beh, il fatto che Stallone abbia sceneggiato anche i successivi “Rocky” non è che deponga a suo favore. E neanche il fatto che li abbia diretti. L’unico gran film della serie è il primo, “Rocky II” è discreto ma è una fotocopia smunta dell’originale. Gli altri sono invece solo dei prodotti commerciali (con la parziale eccezione di “Rocky Balboa”, comunque un film abbastanza modesto) che hanno funzionato in quanto tali, ma non è di certo buon cinema, quello.

    Come regista, Stallone è sempre stato limitato. Come attore pure, anche perchè è andato avanti facendo ruoli che l’hanno appiattito e scegliendo progetti discutibili da un punto di vista artistico. Ma a lui andava bene così e l’ha sempre ammesso. Certo, talvolta è riuscito ad elevarsi di livello, tipo in “Copland”, ma in generale è sempre stato un attore puttosto modimensionale. C’è molto di peggio in giro, comunque. Stallone è stato più bravo nel rendersi un’icona che non come attore in sè, ma anche quello è un merito. Mica tutti ci riescono.

  7. alberto cassani million dollar baby è bellissimo
    ma ricordiamoci anche film su pugilato come alì di michael mann
    hurricane di norman jewison e
    toro scatenato di martin scorsese
    grandi film

  8. Alberto Cassani scrive:

    Hurricane è un grandissimo film, ma obiettivamente con il pugilato ha poco a che fare. Parla di tutt’altro, di boxe mai. Alì, al contrario, è un ottimo film anche di boxe. Toro scatenato secondo me è inferiore sia ad Alì che a Million Dollar Baby.

  9. Fabrizio scrive:

    Troppa severità, nei confronti di “Toro Scatenato”!

    Comunque “Alì” è davvero un film notevole per come sa narrare e ricostruire i combattimenti. Piuttosto buono per quanto concerne il resto del racconto, ma eccellente quando i pugili salgono sul ring. L’incontro di Kinshasa nel finale, poi – specialmente se visto al cinema – è un qualcosa di eccezionale (anche grazie al bel supporto musicale): pelle d’oca.

  10. Alberto Cassani scrive:

    Vabbé, ma non ho mica detto che Toro scatenato è brutto. Semplicemente, gli altri due sono più belli…

  11. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    Rocky è un capolavoro, però, onestamente non tutti mi sono piaciuti. Però devo dire che Million Dollar Baby e Cinderella Man sono più intensi.

  12. Edoardo scrive:

    Erano 5 anni che non lo vedevo…diamine che film! Un capolavoro assoluto,un film molto emozionante,e la creazione più riuscita di Stallone. Credo che sia il miglior film della sua carriera,sia come attore che come sceneggiatore.

  13. Fabrizio scrive:

    Io, invece, in media lo guardo una decina di volte l’anno.

    Capolavoro!

  14. Edoardo scrive:

    Oggi ho visto “ROCKY II” e “ROCKY III”. Secondo me il secondo non è neanche male,regala sempre emozioni,il terzo per niente! E’ un film indegno,ma già lo avevo visto,solo che non me lo ricordavo così deludente. Il quarto ed il quinto non li ho visti,sono consigliabili?

  15. Fabrizio scrive:

    Beh sì, “Rocky II” cerca di ricreare la stessa atmosfera del primo episodio. Solo che la sceneggiatura prende strade facili, mentre in “Rocky” quasi ogni scena colpiva nel segno e c’era il percorso di costruzione dei personaggi. Poi c’è il fatto che il match finale è troppo spettacolarizzato e caricato all’eccesso. Comunque è un film sufficiente, che qualche emozione a chi ha amato il primo capitolo la strappa.

    I film successivi invece son tutti brutti. “Rocky IV” praticamente non ha una sceneggiatura. Ti intrattiene e da ragazzini ci si diventa matti a guardarlo, ma è davvero brutto. Il quinto è un altro filmaccio, nè carne nè pesce.
    Però sono tutti film che si portano dietro il carisma del personaggio, quindi ci si può anche emozionare in qualche momento. Ma forse è un discorso che vale solo per chi con Rocky ci è cresciuto.

  16. Riccardo scrive:

    ottima rampa di lancio per stallone fino a quel momento attore porno.

  17. Alberto Cassani scrive:

    Chiariamo questa cosa: Stallone non ha mai girato film porno. Ha girato un singolo film erotico, “The Party at Kitty and Stud’s”, prima di recitare in piccole parti in film più importanti, a fianco tra gli altri di Woody Allen e Jack Lemmon.

  18. Plissken scrive:

    La prima volta che ho visto Stallone è stato nel film “Marlowe il poliziotto privato” (tratto dal romanzo di Chandler “Addio mia amata” se ben ricordo) con il mitico Robert Mitchum e la conturbante Rampling, un film magari non eccelso ma che mi è piaciuto parecchio essendo nelle mie corde. Stallone faceva dignitosamente la parte di un balordo.

    Prima, non l’avevo mai visto.

    Riguardo i film sulla Boxe, Rocky a parte, per me “Toro scatenato” occupa un posto di assoluto rilievo; Alì è molto bello ma non altrettanto riuscito (ovviamente per i miei gusti) mentre “Million Dollar baby”, un Capolavoro con la “C” maiuscola, forse travalica il genere.

  19. Riccardo scrive:

    Mah, a me è sembrato un film porno coi contraffiocchi e anche un film orrendo.

  20. Alberto Cassani scrive:

    Riccardo, se hai visto delle scene porno nel film sono quelle aggiunte nel 2007 con protagonista una controfigura. La versione originale del 1970 è un film erotico senza scene hard. Poi che sia orrendo in qualunque versione lo si guardi non c’è dubbio.

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