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Oscar 2012: i vincitori

27 febbraio 2012 News 23 Commenti
Oscar per il miglior film

Ecco l’elenco dei vincitori dell’84ª edizione dei premi Oscar, che sono stati assegnati dall’Academy of Motion Picture Arts & Science nella notte tra il 26 e il 27 febbraio in una cerimonia presentata da Billy Crystal presso il Kodak Theatre di Hollywood, a Los Angeles…


Miglior film: The Artist di Michel Hazanavicius.
Nomination: L’arte di vincere di Bennett Miller; The Help di Tate Taylor; Hugo Cabret di Martin Scorsese; Midnight in Paris di Woody Allen; Molto forte, incredibilmente vicino di Stephen Daldry; Paradiso amaro di Alexander Payne; The Tree of Life di Terrence Malick; War Horse di Steven Spielberg.

Miglior regia: Michel Hazanavicius per The Artist.
Nomination: Woody Allen per Midnight in Paris; Terrence Malick per The Tree of Life; Alexander Payne per Paradiso amaro; Martin Scorsese per Hugo Cabret.

Miglior attore protagonista: Jean Dujardin in The Artist.
Nomination: Demián Bichir in A Better Life; George Clooney in Paradiso amaro; Gary Oldman in La talpa; Brad Pitt in L’arte di vincere.

Miglior attrice protagonista: Meryl Streep in The Iron Lady.
Nomination: Glenn Close in Albert Nobbs; Viola Davis in The Help; Rooney Mara in Millennium – Uomini che odiano le donne; Michelle Williams in Marilyn.

Miglior attore non protagonista: Christopher Plummer in Beginners.
Nomination: Kenneth Branagh in Marilyn; Jonah Hill in L’arte di vincere; Nick Nolte in Warrior; Max von Sydow in Molto forte, incredibilmente vicino.

Miglior attrice non protagonista: Octavia Spencer in The Help.
Nomination: Bérénice Bejo in The Artist; Jessica Chastain in The Help; Melissa McCarthy in Le amiche della sposa; Janet McTeer in Albert Nobbs.

Miglior sceneggiatura originale: Woody Allen per Midnight in Paris.
Nomination: Michel Hazanavicius per The Artist; Annie Mumolo & Kristen Wiig per Le amiche della sposa; J.C. Chandor per Margin Call; Asghar Farhadi per Una separazione.

Miglior sceneggiatura non originale: Alexander Payne, Nat Faxon & Jim Rash per Paradiso amaro.
Nomination: John Logan per Hugo Cabret; George Clooney & Grant Heslov e Beau Willimon per Le idi di marzo; Steven Zaillian e Aaron Sorkin per L’arte di vincere; Bridget O’Connor & Peter Straughan per La talpa.

Miglior fotografia: Robert Richardson per Hugo Cabret.
Nomination: Guillaume Schiffman per The Artist; Jeff Cronenweth per Millennium – Uomini che odiano le donne; Emmanuel Lubezki per The Tree of Life; Janusz Kaminski per War Horse.

Miglior lungometraggio di animazione: Rango di Gore Verbinski.
Nomination: Une vie de chat di Alain Gagnol & Jean-Loup Felicioli; Chico & Rita di Tono Errando, Fernando Trueba & Javier Mariscal; Kung Fu Panda 2 di Jennifer Yuh; Il gatto con gli stivali di Chris Miller.

Miglior documentario lungometraggio: Undefeated di TJ Martin & Dan Lindsa.
Nomination: Hell and Back Again di Dennis Danfung; If a Tree Falls: A Story of the Earth Liberation Front di Marshall Curry & Sam Cullman; Paradise Lost 3: Purgatory di Joe Berlinger & Bruce Sinofsky; Pina di Wim Wenders.

Miglior film in lingua straniera: Una separazione di Asghar Farhadi.
Nomination: Hearat Shulaym di Joseph Cedar; In Darkness di Agnieszka Holland; Monsieur Lazhar di Philippe Falardeau; Rundskop di Michael R. Roskam.

Migliori musiche originali: Ludovic Bource per The Artist.
Nomination: Alberto Iglesias per La talpa; Howard Shore per Hugo Cabret; John Williams per Le avventure di Tintin – Il segreto dell’unicorno; John Williams per War Horse.

Miglior canzone originale: “Man or Muppet” da I Muppet.
Nomination: “Real in Rio” da Rio.

Miglior montaggio: Kirk Baxter e Angus Wall per Millennium – Uomini che odiano le donne.
Nomination: Anne-Sophie Bion e Michel Hazanavicius per The Artist; Kevin Tent per Paradiso amaro; Thelma Schoonmaker per Hugo Cabret; Christopher Tellefsen per L’arte di vincere.

Migliori effetti speciali visivi: Hugo Cabret.
Nomination: L’alba del pianeta delle scimmie; Harry Potter e i Doni della Morte parte 2Real Steel; Transformers 3.

Miglior makeup: The Iron Lady.
Nomination: Albert Nobbs; Harry Potter e i Doni della Morte parte 2.

Migliori scenografie: Hugo Cabret.
Nomination: The Artist; Harry Potter e i Doni della Morte parte 2; Midnight in Paris; War Horse.

Migliori costumi: The Artist.
Nomination: AnonymousHugo Cabret; Jane Eyre; W.E..

Migliori effetti sonori: Hugo Cabret.
Nomination: Drive; Millennium – Uomini che odiano le donneTransformers 3; War Horse.

Miglior missaggio del sonoro: Hugo Cabret.
Nomination: L’arte di vincere; Millennium – Uomini che odiano le donne; Transformers 3; War Horse.

Miglior cortometraggio: The Shore di Terry George.
Nomination: Pentecost di Peter McDonald; Raju di Max Zähle; Time Freak di Andrew Bowler; Tuba Atlantic di Hallvar Witzø.

Miglior cortometraggio d’animazione: The Fantastic Flying Books of Mr. Morris Lessmore di William Joyce & Brandon Oldenburg.
Nomination: Dimanche di Patrick Doyon; La Luna di Enrico Casarosa; A Morning Stroll Grant Orchard; Wild Life di Amanda Forbis & Wendy Tilby.

Miglior cortometraggio documentario: Saving Face di Daniel Junge.
Nomination: The Barber of Birmingham: Foot Soldier of the Civil Rights Movement di Robin Fryday & Gail Dolgin; God Is the Bigger Elvis di Rebecca Cammisa; Incident in New Baghdad di James Spione; The Tsunami and the Cherry Blossom di Lucy Walke.


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Attualmente ci sono 23 commenti a questo articolo:

  1. Marco scrive:

    Albe un tuo pronostico sui premi maggiori?

  2. Alberto Cassani scrive:

    Purtroppo il favorito “The Artist” non l’ho ancora visto, come anche “Hugo Cabret” e “Paradiso amaro” che da noi non sono ancora usciti (il film di Payne mi dicono sia molto bello). “L’arte di vincere” mi è piaciuto molto ma un Oscar mi sembra troppo. Così a occhio darei per favorito appunto “The Artist”, ma secondo me il film di Malick ha qualche possibilità in più di quanto si pensi.

  3. Sebastiano scrive:

    Per carita’!!
    Chiunque ma non Malick!

    Ma a parte questo, che e’ successo a Drive? Mi sembrava sostenuto da molti.

  4. Riccardo scrive:

    Tifo per Spielberg Scorsese e Malick ma è difficile decidere chi dei tre visto che hanno fatto dei film memorabili.

  5. Alberto Cassani scrive:

    Sebastiano, io a “Drive” nominato all’Oscar non c’ho mai creduto. Però nelle scorse settimane non ho visitato i siti che si occupano di pronostici oscaristici, per cui non so com’erano le proiezioni. Invece devo dire che “War Horse” ho più paura che curiosità, per vederlo.

  6. Fabrizio scrive:

    Che fra le nomination ci sia “Midnight in Paris” e non “Drive” è semplicemente ridicolo.
    Il fatto che Allen abbia ricevuto la nomination per la regia mentre Winding Refn no, poi, non sta né in cielo né in terra.

    C’è poco altro da aggiungere.

  7. Sebastiano scrive:

    Del film di Spielberg io, almeno per ora, ho letto solo cose poco confortanti; me lo aspettavo candidato con Tintin.
    E’ comunque normale che ci siano sorprese sia nel bene che nel male.

  8. Alberto Cassani scrive:

    Soprattutto, con 10 film è quasi matematico che vengano nominate anche pellicole indipendenti di profilo più basso.

  9. Alberto Cassani scrive:

    D’altra parte, stamattina ho visto “Hugo Cabret” e non vedo come Scorsese possa non vincere.

  10. Guido scrive:

    Molte nomination quest’anno sono abbastanza sorprendenti (per non dire ridicole).

    Non nominare Refn è veramente scandaloso. Sono d’accordo pienamente con Fabrizio. “Drive” può non piacere (secondo me è un capolavoro), ma la regia impressionante del danese non si discute! Lo stesso vale per Ryan Gosling: doppia nomination ai Globes e nessuna agli Oscar, in cui hanno “riesumato” Von Sydow, Branagh e Nolte (signori attori, sia chiaro), lasciando fuori Brooks.

    “J. Edgar” è stao accolto freddamente ma DiCaprio meritava sicuramente una nomination.
    Invece l’outsider di quest’anno è Demián Bichir, il Fidel Castro del dittico su Che Guevara di Soderbergh.
    Non so da dove sia saltata fuori la sua candidatura.

    Per quanto riguarda i film, non mi sorprende vedere l’ennesimo melodrammone di Spielberg (a me non è mai piaciuto particolarmente) e la pellicola di Daldry, che, sebbene dicono sia mediocre, si riesce sempre ad infilare nelle categorie principali, come è accaduto per tutti i suoi film precedenti (che ho comunque apprezzato-soprattutto “The Hours”). Sono invece contento di rivedere Woody Allen, ma personalmente “faccio il tifo” per Alexander Payne, non dando molte possibilità a Terrence Malick e al suo immenso film, già vincitore a Cannes.
    Ho visto “The Artist”, certo è un bel film, con un paio di sequenze geniali, ma mi sembra una trappola cattura-Oscar, un po’ troppo studiato a tavolino.

    Alberto, come valuti “Hugo Cabret” ?? E’ davvero un capolavoro??

    Ad occhio, comunque, il gruppo di film dell’anno scorso mi sembra sensibilmente migliore rispetto a quello di quest’anno. Mi sbaglio?

    Volevo infine sapere una cosa: ho notato che è da un bel po’ di tempo che non vengono assegnate stellette di capolavoro su questo sito. Quali sono i film che ci sono andati più vicino?

    Grazie per la risposta.

  11. Alberto Cassani scrive:

    “Hugo Cabret” va vicino al capolavoro e settimana prossima gli darò le stellette. Alcune soluzioni non mi sono piaciute e tutto sommato avrei fatto a meno del 3D, nonostante in alcuni momenti Scorsese abbia delle splendide intuizioni su come usarlo, ma è un grandissimo film (bellissime anche le musiche, tra l’altro). Ieri ho visto anche “Paradiso amaro”, che è bello ma non bellissimo (e a parte Clooney è recitato da cani). Domani vedo “The Artist” e a quel punto avrò un quadro più preciso di come potrebbe andare tra un mese.

    Le stellette non le diamo dalla recensione di Fabrizio di “American History X” del novembre 2009, mentre l’ultimo film “di attualità” cui le abbiamo date è stato “Cous Cous” addirittura nel gennaio 2008. Le mie ultime sono state per “Lo scafandro e la farfalla” del giugno 2007. Io all’ultima Venezia sono stato tentato di darle a “Poulet aux Prunes” e se ricordo bene Gabriele Marcello era indeciso se darle a “Rapunzel”. Altre stelle sfiorate nel 2011 non mi sembra ce ne siano state, in compenso i teschietti abbondano…

    Leggevo proprio poco fa di quanto sia buona la prova di Bichir in “A Better Life”, ma è chiaro che dovendo limitare a 5 le candidature c’è sempre il rischio di escludere qualcuno di meritevole (per questo la categoria del miglior film ha le nomination estendibili fino a 10, a seconda dell’anno). Oltre a Gosling pesa la mancanza anche di Fassbender per “Shame”, mentre tra le attrici in diversi avrebbero voluto la Chastain di Malick, ma ogni anno un posto per una giovane/giovanissima lo trovano sempre.

    In generale, secondo me l’anno scorso c’era tra i nominati un numero maggiore di film più o meno classici – per gli standard hollywoodiani – mentre quest’anno mi sembra che la selezione sia più eterogenea come temi e stili (a parte l’adorazione del passato che guida Scorsese, Hazanavicius e Allen). Però forse è vero che la qualità media è inferiore all’anno scorso; di certo il profilo medio è più basso. Però non sono d’accordo nel pensare che “The Artist” sia un’operazione studiata a tavolino (al di là che appunto lo vedrò solo domani): si tratta pur sempre di un film muto, in bianco e nero e che è andato male ai botteghini di tutto il mondo Francia esclusa. Semmai potevano aver pensato al Festival di Cannes, prima di sapere che il presidente di giuria sarebbe stato De Niro.

  12. Riccardo scrive:

    Così ha vinto the artist.
    Non che non me lo aspettassi ma nonostante sia un bel film, divertente e che faccia un certo effetto vedere degli attori moderni recitare come faceva Chaplin 80 anni fa, mi sembra un film un po’ troppo studiato a tavolino. Mi da un po’ fastidio il fatto che lo abbiano preferito a Hugo Cabret o a The tree of life ma comunque va bene anche così.

  13. Alberto Cassani scrive:

    Be’, era prevedibile ma non scontato (l’unico premio realmente scontato era quello alla Streep). Evidentemente il coraggio produttivo è stato premiato rispetto alla passione di “Hugo Cabret”. Tra l’altro Scorsese c’è rimasto malissimo, quando hanno premiato Hazanavicius. Curioso comunque che a Cannes abbiano premiato “The Tree of Life” e agli Oscar invece “The Artist”.

  14. Fabrizio scrive:

    Forse non era scontata la vittoria di The Artist, ma alla fin fine era il grande favorito un pò per tutti (agenzie di scommesse incluse), e infatti ha vinto. Così come ha vinto anche il favoritissimo Dujardin. Alla fin fine i pronostici sono stati rispettati.

    Non ho mai creduto che Hugo Cabret e Scorsese potessero vincere. E’ vero che The Artist non è il genere di film che di solito arriva a vincere l’Oscar, ma è anche vero che era inevitabile che venisse apprezzato dalla critica e da chi è chiamato a votare.

  15. Alberto Cassani scrive:

    Come ho scritto a un amico su Facebook, la metà abbondante dei votanti è talmente vecchia che si ricorda di quando è scappata dal treno dei Lumiere che gli arrivava addosso. Non potevano non amare “The Artist”.

  16. Fabrizio scrive:

    Però ho sentito che nell’altra metà dei votanti c’è anche gente del calibro di Lorenzo Lamas…

  17. Alberto Cassani scrive:

    Lorenzo Lamas non lo so, ma sicuramente ci sono un sacco di persone il cui apporto anche in fase di votazione ha senz’altro poca cognizione di causa (Mo’Nique, Elton John, Bryan Adams… c’era Steve Jobs…).

  18. Alberto Cassani scrive:

    Tra l’altro, c’è questa bell’indagine del Los Angeles Times http://www.latimes.com/entertainment/news/movies/academy/la-et-unmasking-oscar-academy-project-html,0,7473284.htmlstory secondo cui l’età media dei membri dell’Academy è di 62 anni, con l’86% dei membri che hanno almeno cinquant’anni!

  19. Fabrizio scrive:

    Dai, se non altro notiamo che non è un problema solo italiano. Consoliamoci.

  20. Alberto Cassani scrive:

    Be’, ma da noi se esce di Rondi l’età media si abbassa di almeno quarant’anni…

  21. Fabrizio scrive:

    Peraltro, tornando a The Artist, c’è da sottolineare il fatto che, dopo non so quanto tempo, ha vinto un film nemmeno in parte di produzione statunitense.

    Complimenti a Francia e Belgio; e alla Francia in particolare, il cui cinema è artisticamente ben più vivo e coraggioso rispetto a quello italico, in cui continuano a mancare coraggio e idee e si cercano prevalentemente gli incassi facili. Basti pensare che qui da noi si fa il remake di “Giù al nord” e si realizzano grandi incassi trasformando in una specie di parodia comica un prodotto che in origine voleva divertire ma anche far riflettere senza buttarla sul macchiettismo e la farsa. Mi viene il dubbio che siamo proprio limitati noi.

  22. Alberto Cassani scrive:

    Non c’è dubbio.

  23. […] E’ passato pochissimo da quando l’Academy of Motion Pictures Arts & Science ha premiato il francese The Artist come miglior film del 2011 tra quelli usciti sul territorio statunitense. […]

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